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giovedì 26 agosto 2010

Direttore: Baronessa Soares   Condirettore: Michele Lorenzo Biafora

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N.H.Prof.Dott.Cav.Acc.Michele Lorenzo Biafora

(Laurea Honoris Causa in Scienze Poetiche e Letterarie)

(Candidato al Premio Nobel per la Letteratura)

“La Poetica di Alessandra Angotti”

Rapida, suggestiva, ritmata dall'ansia che una vicenda interiore sovrappone alla vicenda oggettiva, la Poetica di Alessandra Angotti, di non facile, ed emblematica interpretazione, s'offre, in preda ad un continuo e vicendevole assimilarsi, volto a sfumare, semmai, quel che comunemente viene denominata realtà. Ruvida ed emozionata ribellione, grazie ad un linguaggio di rara intensità penetrativa, recupera una funzionalità espressiva notevole, con un lessico nudo e doloroso, (sottilmente anche ritmico). Gli sfioramenti del ricordo, le monologi che soste, assumono connotazioni quasi mistiche, ma su di un spesso desolato e lucidissimo orizzonte comportamentale, sofferto e trasfuso nel linguaggio poetico, in cui svetta il risvolto argomentativo della coscienza, della consapevolezza. Così, i versi di Alessandra, hanno il valore quasi biblico dello specchio, poichè ciò che viene riflesso, è soprattutto monito. La distillata sintassi dei legami emozionali, infine, confermano la mia piena approvazione, all'operato poetico-letterario di Alessandra Angotti, che possiede innato, un indiscutibile fermento ispirativo, sospinto da una fiamma lirica impetuosa, protesa all'indagine dell'animo umano, tramite il suo personale e lodevole linguaggio in versi.


 

"FINALMENTE L'ALBA" romanzo (DI VINCENZO FACCHINIERI)
CASA EDITRICE "PAGINE" ROMA, 2008.

Vincenzo Facchinieri è nato in Amantea, Calabria, nel 1959, ove vive con la moglie Maria, e le figlie Emma e Janet.
Luogotenente dell'Arma dei Carabinieri, è da tempo Scrittore, Romanziere di pregevole fattura.
La valenza dei suoi scritti, è corroborata da dirette esperienze vissute dallo stesso autore, che, con sapienza,
e grande sagacia esplicativa, rende gradevolmente fruibili agli attenti lettori.
"FINALMENTE L'ALBA", è il suo quinto lavoro; ottimi ed immediati riscontri di critica e pubblico.
La tematica affrontata dal Facchinieri, è di scottante attualità; l'immigrazione clandestina,
in tutte le connotazioni possibili, ov'anche, dunque, drammatiche vicende umane spesso quotidianamente
bistrattate, ma che rappresentano, ancora, e ancora, se mai ve ne fosse ulteriore bisogno, lo scadimento
quasi totale della figura umana, in uno scenario Mondiale divenuto oramai apocalittico.

MICHELE LORENZO BIAFORA


VALENTINI WALTER:
LA POESIA DEL SEGNO

 "Vorrei non avere i piedi per terra". E’ questa la frase che apre ad una importante mostra su Walter Valentini nato a Pergola in provincia di Pesaro e che vive a Milano dal 1955.

L’artista lavora negli ultimi trenta anni a grandi cicli di opere, alcune di notevoli dimensioni, tutte basate sulla rappresentazione ideale dello spazio e del tempo.

La sua partenza è grafica. Il suo mondo è in bianco e nero. In bianco e nero è anche lo studio dove lavora.

E su questo dualismo di non-colore nascono le sue opere, che si inondano di luce e che aprono alla trasparenza e a contrasti, unici per l’atmosfera che creano in raffinatezze e tramite la molteplicità delle combinazioni profondamente poetiche.

E’ il segno che chiude il cerchio. Un segno che corre sui vecchi muri di abbazie abbandonate, che addolcisce il pavimento di un aeroporto, che si apre alla ricchezza di un palazzo storico.

Walter Valentini ha frequentato con successo la Scuola del Libro e l’Istituto di Belle Arti di Urbino, spazi ove gli nasce l’amore per l’incisione, settore in cui si afferma e che sarà impronta o partenza di molte sue future opere.

Ma da quell’Urbino che tanto gli aveva insegnato Walter Valentini fugge. Non voleva rimanere legato ad una scuola dove sarebbe stato insegnante di cose che già sapeva.

A Milano ha come Maestri tre grandi protagonisti del Razionalismo Astratto: Veronesi, Huber, Steiner.

Lunga la serie di grandi opere e installazioni a lui direttamente commissionate. Qualificati inviti alle esposizioni in Italia e all’estero. Ricordiamo per tutte le biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma.

Scriviamo anche per il suo antico amore per il libro. Opere grafiche ed illustrazioni a tiratura limitata su volumi di grande suggestione. Dalla Città del Sole del Campanella ai Canti di Leopardi e poi Luzi e Galilei, ed ancora Reale, Dante, Caprile.

Non ultima la grande mostra di fine 2008 dal titolo "E’ una notte stellata" alla Mole Vanvitelliana di Ancona.. Mostra curata da Elena Pontiggia accompagnata da una ricca monografia che racchiude pitture, sculture, opere su carta, installazioni, libri di artista e grafica.

Una vita insomma dedicata all’arte con l’umiltà e la sapienza che fa di Walter Valentini un grande artista.
(Giorgio Falossi)


POST-INFORMALE; LA PITTURA DI ENZO FABBIANO.

Autodidatta, Enzo Fabbiano, nasce in Crotone, l'8 ottobre 1963.
Il cinquennio trascorso in Toscana, è foriero di stimolanti e propositivi rapporti artistici, con di quei posti, notoriamente provvidi, personaggi
e pittori.
Non è difficile incasellare tale pittura nel mondo dell'informale, che nel nostro paese, si è molto interessato alla riscoperta della natura.
Si scorgono, nelle Opere di Fabbiano, accenti timbrici di riottosa asprezza, ma anche accordi tonali delicati e dolci, gestiti con acume e sapienza.
Pittore molto apprezzato, da pubblico e critica, si conferma attento ricercatore, mai domo, coraggio tipico e terreno improbo, ov'alcuni
si sono smarriti, ov'altri, come il Fabbiano, muniti d'innata fertilità artistica, traggono, ed insieme applicano.
Oggi Enzo Fabbiano, forte d'una lunga esperienza espositiva, di collettive e personali, un po dovunque, nel Mondo,
esprime il meglio di sè, principalmente, attraverso i canoni del post-informale.

MICHELE LORENZO BIAFORA (NOMINATION PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA)
 

                              

La Baronessa Soares e la Pittura colorano le notti milanesi

La pittrice Brasiliana espone alla Torre Branca

Milano, 13 febbraio 2009 - Imperdibile occasione per ammirare da vicino le opere di chi, non accontentandosi del dono della pittura, ha voluto sperimentare una tecnica inedita di pittura su alcantara. Tecnica che l’ha resa famosa in tutto il mondo. La Baronessa Soares, espone i propri quadri alla Torre BRANCA di Milano, dal 13 febbraio al 1 ° marzo.

La pittrice internazionale, di nobile famiglia brasiliana con il titolo di Baronessa, è nata a Pindamonhangaba (di cui è divenuta cittadina onoraria), città del Brasile sita a circa cento Km da San Paolo. Laureatasi in Pedagogia all´Università di San Paolo, si trasferisce a Parigi dove prosegue negli studi seguendo corsi all´Università della Sorbona ed entrando nel mondo della moda. A Parigi fonda il "Paris Tour Eiffel" sotto l´egida dei Lions Club, ed è nominata Membro d´onore di Paris Doyen de France. Sempre oltr’alpe crea e organizza delle Soirée Brésilienne al Pavillon Dauphine, che diviene in breve tempo la serata più importante nel caleidoscopio del Jet Set di Parigi.

Si trasferisce a Milano nel 1984. Si dedica alla pittura utilizzando un materiale particolare e mai usato prima d´ora, l’ alcantara, utilizzando una tecnica mista e inedita nel mondo. Molti dei suoi soggetti si riferiscono al mondo della sua infanzia brasiliana e dall´ispirazione che in lei suscita tutto il mondo femminile e la sua sensualità, del quale riesce a scorgere gli angoli più segreti e spirituali.

Oltre alla pittura la Baronessa a Milano si dedica a molte opere sociali e diviene creatrice ed organizzatrice de Il Dono dell’Umanità, riconoscimento (giunto alla quarta edizione) che ogni anno attribuisce un premio a 12 persone (o Enti) che si siano resi meritevoli di particolari opere benefiche e sociali. Oltre a questo organizza insieme al Comandante dell’Accademia Militare Teuliè di Milano il Ballo delle Debuttanti, importante manifestazione mondana che la Baronessa ha organizzato portando con sé l’esperienza dei balli precedentemente organizzati da lei a Parigi e San Paolo.

La Pittrice è socia onoraria della società Dante Alighieri, del Lions Club di Parigi e Milano Duomo, è insignita della Medaglia d’Oro del gruppo Modigliani, è inoltre madrina dell’ex Club della Bellezza di Vittorio Sgarbi, e per finire è membro della Commissione per la parità dei diritti della donna. Ha esposto i suoi quadri in tutto il mondo e ultimamente al Palazzo Ducale di Pesaro e alla Scala di Milano, inoltre è possibile ammirare un’opera al Museo di Bronzi D’Orati della città di Pergola alla cui amministrazione comunale la Baronessa ha devoluto un quadro.

Durante la quarta manifestazione “Il Dono dell’Umanità” è stata insignita del premio "Leone d'Oro di Venezia" per l’Arte Visiva, e da pochi giorni la Baronessa è Accademica Ordinaria nella Accademia Pontificia di Roma. Quest’anno, inoltre, è stata protagonista anche nel ricevimento di un altro importante riconoscimento, il Gran Premio Internazionale di Brunelleschi della Accademia Araldica "Il Marzocco di Firenze" fondata dalla famiglia De’ Medici.

Le è stato da poco commissionato il ritratto ufficiale del Santo brasiliano Frei Galvao da esporre nel Museo dell’Illuminato e a fine marzo consegnerà ufficialmente il ritratto di Padre Pio, commissionatole un anno fa, che prenderà posto all’interno del Convento di Sant'Anna a Foggia dove visse Padre Pio.

Ultimo dei numerosi riconoscimenti nel 2007 la Pittrice ha ricevuto nel corso di una importante cerimonia al Principe di Venezia il Premio Biennale di Venezia-Ponte dei Sospiri, con la seguente motivazione: Fantasia ed attività sembrano unire i risultati della Baronessa Soares che nei suoi dipinti può unire la signorilità e lo stile della moda con i ricchi colori dell´ atmosfera brasiliana. Recensita dai più importanti critici e curatori d’arte è ben apprezzata dalla critica internazionale.

L’occasione della mostra nella città di Milano è un’ottima occasione per intervistare e vivere il pensiero e l’emozione di un’artista che ha saputo, nella vita, essere umile. D'altronde per essere umili bisogna essere grandi. Altimenti non vale!

LA MOSTRA DELLA BARONESSA SOARES SARÀ' INTRODOTTA DAL DOTT. GIORGIO FALOSSI NOTO CRITICO D'ARTE NONCHÉ' FONDATORE DELLA CASA EDriRICE " IL QUADRATO"

UFFICIO STAMPA ANDREA ORSINI GIORNALISTA E ATTORE)

Per info:

Baronessa Maria Lucia Soares Email marialuciantunes@hotmail.com T+39 335 1776154


                                                           Piero CHIARA

         A cura di carmelo Calabrò

Il 31 dicembre 1986 è morto nel suo appartamento  in Varese,  dopo una lunga malattia , all’età di 73 anni Piero Chiara.  Era nato   a Luino, in provincia di Varese,  il 23 marzo 1913, a mezzogiorno, in una stanza all’ultimo piano d’un edificio di via Cavallotti, nell’antica via dei Mercanti,  davanti al porto vecchio di   Luino .  Unico figlio di Eugenio Chiara, un siciliano, ex combattente della guerra di Africa, poi salito a Luino  tanti anni prima,  e di  Virgina Maffei,  la quale  gestiva con il fratello un negozietto luinese di articoli, ombrelli e cappelli, in un borgo  affacciato sulla riva del Verbano.

 Per me, che lo conobbi e  per chi come me ha seguito nel leggerlo e gustare i sui libri, Piero Chiara  è stato  un grandissimo scrittore con un impareggiabile istinto e talento narrativo. Mi ha colpito   particolarmente la sua disinvoltura  narrativa e stupendamente la forma armoniosa  dei suoi racconti,  dal taglio  giusto romanzesco, a volte lievemente maliziosi e allusivi,  ma  mai volgari.

  Famoso presso il grande pubblico per i suoi romanzi, Piero Chiara ha avuto l’abilità o il dono  di “foggiarsi” di un personale genere letterario,  che di colpo e  incredibilmente   ha arricchito le forme della  nostra componente tradizionalistica  carta letteraria. Lo scrittore nei  suoi racconti come in tutta  la sua materia romanzesca, cerca di  condensare, lungo quanto basta (racchiudere nello spazio di poche pagine) la giusta messa a fuoco di tutta una storia, dell’ambiente in cui si svolge e del personaggio che la vive.

 Narratore autentico con il gusto diretto del racconto. Non è, come parrebbe un gioco di parole ma lo scrittore luinese, in questo campo  è incredibilmente un vero maestro con il piacere e l’abilità  di raccontare . I suoi racconti armoniosi nella forma  e con gustosi intrighi sono perfetti e hanno la misura narrativa ideale giusta a non  stancare neanche il lettore più impaziente.  

Chiara è rimasto tra i pochissimi nostri scrittori  ha possedere l’impareggiabile  grazia  del narratore puro del racconto breve o lungo, denso di ammaestramenti allusivi  da incantare con garbo il lettore fin dall’inizio e  tenendo viva la sua attenzione intrattenendolo piacevolmente per tutta la durata della lettura. 

 Il teatro dei suoi personaggi  e lo spazio ideale della narrativa di Piero Chiara è spesso Luino e dintorni, a lui cara,  o i paesini del lago   Maggiore.

Lo scrittore restituisce soprattutto il volto preciso e ben colorito  di un’epoca della  sua lacustre Luino, un luogo e  un crocevia di gente  spesso popolato da artigiani,  commercianti stranieri, contrabbandieri spedizionieri, facchini,  frontalieri, Guardie di Finanza, Carabinieri, agenti della Polizia e ferrovieri svizzeri e italiani.

 Un mondo favoloso la lacustre Luino, a due passi dalla frontiera svizzera, in cui  lo scrittore ficca il suo sguardo implacabile e curioso nella vita di tutti i giorni, alla ricerca anche di quello che agli altri non interessa e che  sfugge agli occhi della gente. Chiara poi recupera  lontani ricordi, ricostruisce situazioni, ora comiche   per poi narrare ciò che ha visto e capito e rifarsi ai casi ai quali ha assistito personalmente.

 In effetti per lui scrittore luinese, tutte le cose, gli eventi pià banali,  che vi accadono in questi luoghi sono  gli stessi che accadono in tutti i luoghi della terra, solo che  li nel suo mondo insomma , Chiara li può osservare, studiare  e diventano “fatti” e in quanto tali sono da raccontare. Una chiave universale per  le sue opere letterarie .

 Chiara aveva la predilizione e la felicità  di raccontare  i fatti  con nitidezza con sovrano rispetto della realtà e dei suoi personaggi  collocati sapientemente al posto giusto in modo da rendere più credibili le sue storie.   Aveva maturato la propria vocazione di scrittore assai tardi. Chiara era stato per anni cancelliere in Tribunale. Vi era stata in precedenza un’esperienza poetica occasionale, qualche libro di narrativa sporadico e senza esiti apprezabili.  Ha Collaborato negli anni del dopoguerra con alcuni giornali e riviste. 

 “Raccontare per me” spiegava Piero Chiara “è una liberazione e insieme una verifica, un modo per rivivere le cose e capirle. Quando non avevo ancora ricnosciuta la mia vocazione alla letteratura, la sfogavo raccontando ai mie amci le meie avventure” Non a caso il mio libro fu ascoltato prima che letto da Vitorio Sereni in un caffè di Luino.

 Il suo primo  importante esordio e riconoscimento di scrittore di narrativa  lo raggiunge nel 1962 con “Il piatto piange”, una storia ambientata  a  Luino nel periodo del fascismo. L’opera riscosse immediatamente un grande sucesso. Poi tutto è venuto da se, e di qui  le sue storie e i suoi libri.  La spartizione (1964); il Balordo (1967);  L’uovo al cianuro (1969) il satiricon di petronio Arbitro (1969); i Giovedì della signora Giulia (1970); Con la faccia per terra (1972); il Pretore di Cuvio (1973); Sotto la sua mano (1974); La stanza del Vescovo (1976);Le corna del diavolo (1977); il cappotto di Astrakan (1978), Vita di Gabriele d’Annunzio (1978); Una spina nel cuore (1979); Vedrò Singapore (1981) Viva Migliavacca e altri 12 racconti (1982);40 storie negli Elzeviri del “Corriere della sera” (1983); il Capostazione di Casalino e altri 15 racconti (1986); Saluti notturni dal passo della Cisa (1987) uscito postumo:

 I romanzi di Piero Chiara sono stati anche  fonte di ispirazione per “la commedia Umana per  il cinema degli anni ’ 60 e 70, storie e ritratti di una società provinciale a volte grottesca e  pigra, dove lo spettatore immedesimandosi nei personaggi del film, alla fine si accorge e  conosce meglio se stesso. Nel 1963 pubblica la spartizione, una vicenda ironica, da cui è stato poi tratto un famoso film di Alberto Lattuada, interpretato da Ugo Tognazzi, Venga a prendere il caffe da noi. 

  Piero Chiara ha avuto l’abilità  o il dono  di essere attento a raccontare di tutto e quando racconta una storia è sempre il primo attore.  Lo scrittore, scriveva spesso la sera e leggeva a voce alta le opere su cui stava lavorando per convincersi che tutto filsasse per il giusto verso. Le vicende che poi  descrive accuratamente  sono delineati sullo scenario di quel mondo luinese tra intrighi amorosi  e  con personaggi  sapientemente collocati al posto giusto che si muovono sulle rotte del Lago Maggiore tra amori, fallimenti, fortune .  casi  della vita di tutti i giorni  che possono capitare a tutti.

 In effetti, il Piero Chiara narratore, nei suoi racconti  ha il pregio  di ricostruire situazioni ora tragiche, atmosfere ambigue  o divertenti con una prosa che si modella forte e tesa di toni. Una novellistica che rimanda in parte alla grande tradizione della letteratura italiana.

 I suoi personaggi, anche se a prima vista grotteschi, stralunati, intrisi di guasconeria , cialtroni da osteria  e dal regno delle bische clandestine, pur allineati non diventano mai macchiette, ma si distinguono e si muovono,  anche per poco e per brevi apparizioni in un abile incastro della società popolare lombarda, sulle strade della sua Luino e sulle sponde del lago Maggiore  o  nello sfondo di paesi come  Laveno, Stresa,  Arona  e Intra.

 Di qui i suoi libri, le sue storie  di cui parla  il romanziere luinese, con accenti spesso brulicanti  e vivi  con una bava di sfumature e di effetti  che scandiscono  storie universali  e comuni a  noi tutti. I lettori furono colpiti  tra l’altro da una profonda  e sorprendente  scrittura fluida  e godibile, riflessione di storie  spesso corte, brevi narrazioni di poche pagine, intrecciate a volte vivacemente comici, ma capace di comunicare anche dei  comuni sentimenti,.

  Piero Chiara oltre che romanziere , è stato anche un ottimo e bravo saggista: ha curato diverse opere, traduzioni, commenti cura di libri d’arte e di antologie.E’ stato anche autore di una  gradevole biografia di Gabriele D’Annunzio. Fu tra i fondatori di un premio per opere di letteratura, scienze, storia a sostegno del patrimonio culturale del lago.

 
 

 

 

 

 

 

 

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